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lo stemma
Verbum caro: l'umanità abitata dalla Parola PDF Stampa
Martedì 07 Ottobre 2008 20:48

Su fondo di cielo un raggio d’oro infrange un arco e accende una stella. E’ un simbolo che gli antichi cristiani di origine giudaica e orientale utilizzavano per parlare delle Grotte Luminosissime. Era un tema simbolico per dire la realtà della salvezza portata da Gesù sulla terra e perfino nei suoi punti più oscuri di male e di lontananza da Dio.

Le grotte erano quella sotto il Calvario, nella quale sarebbe stato sepolto Adamo, la Grotta della Natività a Betlemme, dove Maria diede alla luce il suo Primogenito e la Grotta dell’Eleona (Monte degli Ulivi) nella quale Gesù aveva insegnato ai suoi la preghiera del Padre Nostro.

Nello stemma ci si riferisce a Betlemme con la stella d’argento che i Francescani posero nella Grotta nel 1717. Ancora le icone orientali della Natività mantengono questo schema pittorico della Grotta oscura in cui scende la luce.

Motivo di questo stemma è certo il Giubileo dell’Incarnazione ma anche il legame del Vescovo Rodolfo con la Terra Santa e con Betlemme in particolare ( Delegato per il gemellaggio tra la Diocesi di Fiesole, i Comuni di Pratovecchio e Montevarchi, la Regione Toscana e le Province di Arezzo e Siena con la Città del Natale nelle sue espressioni religiose - i Francescani di Terra Santa - civili - il Comune).

Significato spirituale è la proclamazione della fede nel Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza per mezzo di Maria, che ”ha reso nostro fratello il Signore della Vita” (S. Francesco).

In uno dei due riquadri in alto, la silhouette di S. Francesco d’ Assisi, al cui ordine Padre Rodolfo appartiene. E’ tratta da una medaglia di M. Mochi che commemorava il 750° anniversario delle Simmate (1974). E’ un rifarsi al proprio carisma di origine nello specifico toscano della Verna.

Nell’altro riquadro una colomba con un ramoscello d’olivo, simbolo che ha accompagnato le attività di pastorale giovanile e animazione vocazionale in cui Padre Rodolfo è stato attivo negli anni ’80. Uno stemma… narrante.

Il motto VERBUM CARO si collega ancora col Giubileo ma è anche una proclamazione di storia di fede e di fiducia personale: il Verbo si è fatto carne, il Verbo non ha timore di prendere anche la nostra umanità. La carne, l’uomo, è il luogo della Salvezza. La Parola giunge all’uomo prendendo la sua umanità.  L’umanità è abitata dalla Parola. “Caro salutis Cardo”.

 


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